20 luglio 1969

20 luglio 1969. Ore 13.00

20 luglio 1969, a Lizzano, nonostante il caldo e la quiete quasi surreale che solo una domenica estiva può regalare, si respira un’aria diversa, capace di svegliare tutti dal torpore domenicale.

Il 20 luglio 1969 due sono gli argomenti di discussione sulle tavole lizzanesi: la vicina vendemmia e gli americani che stanno per sbarcare sulla luna.

La luna. Tutti l’hanno ammirata nelle notti insonni, magari proprio dai loro vigneti. Silenziosamente le hanno confidato speranze e paure, segreti che, spesso, neanche nel confessionale si possono raccontare.

Ora anche a Lizzano, grazie agli americani, la luna è più vicina, un posto che magari i loro figli o i figli dei loro figli, crai o piscrai (domani o dopodomani) potranno raggiungere e visitare, dove, forse, avrebbero trovati i segreti a lei confidati.

20 luglio 1969. Ore 19.30

Tito Stagno, da Roma, conduce L’Uomo sulla Luna.

L’atmosfera in paese, come nel resto del mondo, è elettrica.

Persino i grilli non cantano o, più probabilmente, nessuno li sente.

Le immagini in bianco e nero rapiscono l’attenzione di tutti.

A Lizzano, a migliaia di km dall’America, si capisce che si sta scrivendo la Storia, quella con la S maiuscola. Tra 50 anni tutti si ricorderanno dove e con chi erano questa sera.

Per una sera tutto il resto passa in secondo piano. Non si pensa alla vendemmia, a come sarà l’annata. Non si pensa ai sacrifici che la vigna comporta.

Questa sera tutti sono incantati dal racconto dei momenti che stanno avvicinando l’uomo alla luna.

I problemi e tutti i pensieri, per una sera, sono lontani. Più lontani della luna.

20 luglio 1969. Ore 22.17

Ha toccato. Ha toccato il suolo lunare. Tito Stagno da l’annuncio che tanti aspettavano e che finalmente è arrivato.

L’uomo è sulla luna.

Si può festeggiare. Si brinda all’impresa. Con il vino della nostra Cantina, naturalmente.

La nostra Cantina è il punto di riferimento di un paese che non ha conosciuto ancora lo sviluppo che contraddistinguerà gli anni Settanta e gli anni Ottanta.

Da 10 anni lo stabilimento, voluto da Luigi Ruggieri, è il fulcro e l’orgoglio di un piccolo paese agricolo che si sta facendo conoscere nel mondo del vino, grazie alla produzione che inizia a dare i suoi frutti.

In paese funziona così. Niente spumante o champagne. Si brinda con il vino rosso della terra di Lizzano, con il frutto del lavoro di tutti.

È festa. Qualcuno piange e qualcuno ride. Come se sulla luna fosse arrivato uno del paese, un lontano parente immigrato tanti anni fa.

E chi se ne frega che Amstrong, Aldrin e Collins di lizzanese non hanno nulla.

Si deve festeggiare. Questa sera Lizzano è sulla luna. 

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