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	<title>Storie Archivi - Cantine Lizzano</title>
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	<title>Storie Archivi - Cantine Lizzano</title>
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		<title>Da dove deriva il nome Negroamaro?</title>
		<link>https://www.cantinelizzano.it/da-dove-deriva-il-nome-negroamaro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[cant_admin_2024]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Mar 2024 10:04:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storie]]></category>
		<category><![CDATA[Il nome Negroamaro]]></category>
		<category><![CDATA[negroamaro]]></category>
		<category><![CDATA[Perché si chiama Negroamaro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da Dove Deriva il Nome Negroamaro: Un Viaggio Nelle Radici di Un Vitigno Iconico Il Negroamaro è uno dei vitigni più rappresentativi del panorama vinicolo del sud Italia, in particolare della regione Puglia, dove si esprime al meglio, dando vita a vini rossi intensi, corposi e carichi di storia. Ma da dove deriva esattamente il &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Da Dove Deriva il Nome Negroamaro: Un Viaggio Nelle Radici di Un Vitigno Iconico</h2>
<p>Il Negroamaro è uno dei vitigni più rappresentativi del panorama vinicolo del sud Italia, in particolare della regione Puglia, dove si esprime al meglio, dando vita a vini rossi intensi, corposi e carichi di storia. Ma da dove deriva esattamente il nome &#8220;Negroamaro&#8221;? Questo articolo si propone di esplorare le origini linguistiche e storiche di questa denominazione, offrendo una chiave di lettura che unisce enologia, cultura e tradizione.</p>
<p><span id="more-9065"></span></p>
<h3>Origini Linguistiche del Nome</h3>
<h4>L&#8217;Ipotesi Greco-Latina</h4>
<p>Una delle teorie più accreditate riguardo l&#8217;origine del nome &#8220;Negroamaro&#8221; si radica nella fusione di termini provenienti da due lingue diverse: il latino e il greco. La parola &#8220;Negro&#8221;, derivante dal latino &#8220;niger&#8221;, significa &#8220;nero&#8221;, mentre &#8220;amaro&#8221;, che può sembrare un riferimento al gusto, è in realtà ricollegabile alla parola greca &#8220;μαύρος&#8221; (mavros), anch&#8217;essa significante &#8220;nero&#8221;. Questa duplice radice linguistica sottolinea la caratteristica più distintiva del vitigno: il colore intensamente scuro delle sue uve.</p>
<h4>L&#8217;Interpretazione del Gusto</h4>
<p>Nonostante la spiegazione linguistica prevalente, non manca chi interpreta il secondo termine &#8220;amaro&#8221; come un riferimento diretto alla peculiarità organolettica dei vini prodotti con questo vitigno. Questa lettura, tuttavia, trova meno consensi tra gli studiosi, data la prevalenza della teoria che vede nel nome &#8220;Negroamaro&#8221; un duplice richiamo al colore nero.</p>
<h3>Storia e Cultura: Le Radici del Negroamaro</h3>
<p>Il Negroamaro ha una storia che si perde nella notte dei tempi, con tracce che risalgono all&#8217;epoca delle colonizzazioni greche nel sud Italia, intorno al VIII secolo a.C. Questo antico legame con la terra pugliese fa del Negroamaro non solo un vitigno, ma un vero e proprio simbolo di resistenza e adattamento, capace di esprimere attraverso il vino la ricchezza e la complessità di un territorio.</p>
<h3>Il Ruolo del Negroamaro nella Viticoltura Italiana</h3>
<p>Nonostante le sue antiche origini, il Negroamaro continua a giocare un ruolo centrale nella viticoltura italiana, rappresentando una delle eccellenze enologiche del paese. Coltivato principalmente nel Salento, cuore pulsante della produzione di Negroamaro, questo vitigno dà vita a vini di grande struttura e profondità, apprezzati sia sul mercato nazionale che internazionale.</p>
<p>La sua capacità di adattarsi a differenti tecniche di vinificazione lo rende estremamente versatile, trovando espressione in versioni rosse, rosate e persino spumantizzate, che ne evidenziano la ricca gamma aromatica e la notevole struttura tannica.</p>
<h2>Conclusione</h2>
<p>L&#8217;origine del nome &#8220;Negroamaro&#8221; è intrisa di storia, cultura e tradizioni che si intrecciano, offrendo uno spaccato affascinante sul patrimonio vinicolo italiano. Esplorare le radici di questo vitigno significa fare un viaggio attraverso secoli di enologia, linguistica e cultura, che si riflette in ogni calice di vino Negroamaro, raccontando la storia di una terra ricca e generosa come la Puglia.</p>
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		<title>Primitivo di Manduria in Salento</title>
		<link>https://www.cantinelizzano.it/primitivo-di-manduria-in-salento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[cant_admin_2024]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Feb 2024 16:30:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le parole del vino]]></category>
		<category><![CDATA[Storie]]></category>
		<category><![CDATA[primitivo di Manduria]]></category>
		<category><![CDATA[Primitivo di Manduria e Salento]]></category>
		<category><![CDATA[Salento]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Primitivo di Manduria è più di un semplice vino; è un emblema della tradizione vitivinicola del Salento, una regione nel sud dell\&#8217;Italia nota per i suoi paesaggi mozzafiato, la ricca storia e, naturalmente, i suoi vini eccezionali. Questo articolo esplora le caratteristiche e l\&#8217;importanza culturale del Primitivo di Manduria in Salento, offrendo un assaggio &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Primitivo di Manduria è più di un semplice vino; è un emblema della tradizione vitivinicola del Salento, una regione nel sud dell\&#8217;Italia nota per i suoi paesaggi mozzafiato, la ricca storia e, naturalmente, i suoi vini eccezionali. Questo articolo esplora le caratteristiche e l\&#8217;importanza culturale del Primitivo di Manduria in Salento, offrendo un assaggio di questa bevanda straordinaria che ha conquistato i palati di tutto il mondo.<span id="more-9049"></span></p>
<h3>Caratteristiche Uniche del Primitivo di Manduria</h3>
<h4>Il Terroir del Salento</h4>
<p>Il terroir unico del Salento gioca un ruolo cruciale nel conferire al Primitivo di Manduria le sue caratteristiche distintive. Il clima caldo e ventoso, insieme ai terreni ricchi di minerali, crea le condizioni ideali per la maturazione delle uve Primitivo, conferendo al vino note ricche e complesse.</p>
<h4>Profilo Aromatico e Abbinamenti Gastronomici</h4>
<p>Con il suo profilo aromatico intenso, che spazia da note di frutti rossi maturi a sfumature di spezie e tabacco, il Primitivo di Manduria si abbina perfettamente con la cucina tradizionale salentina, ricca di sapori intensi e ingredienti genuini.</p>
<h3>L\&#8217;Importanza Culturale del Primitivo di Manduria in Salento</h3>
<h4>Un Vino di Comunità</h4>
<p>Il Primitivo di Manduria non è solo un prodotto di eccellenza enologica, ma anche un elemento portante della cultura e dell\&#8217;identità salentina. Le festività e le tradizioni locali spesso vedono questo vino come protagonista, simbolo di ospitalità e condivisione.</p>
<h4>Salvaguardia delle Tradizioni e Innovazione</h4>
<p>Mentre i viticoltori di Manduria lavorano con dedizione per preservare le tecniche tradizionali di vinificazione, vi è anche un crescente interesse verso l\&#8217;innovazione sostenibile. Questo equilibrio tra passato e futuro assicura che il Primitivo di Manduria continui a essere un ambasciatore di qualità e sostenibilità nel mondo del vino.</p>
<h3>Conclusione: Un Patrimonio da Scoprire</h3>
<p>Il Primitivo di Manduria in Salento rappresenta una delle gemme della viticoltura italiana, un vino che incanta per la sua ricchezza storica, la complessità aromatica e l\&#8217;impegno della comunità che lo produce. Invitiamo gli appassionati di vino a scoprire questo tesoro enologico, testimone della bellezza e della bontà della terra salentina.</p>
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		<title>Il Negroamaro in Salento</title>
		<link>https://www.cantinelizzano.it/il-negroamaro-in-salento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[cant_admin_2024]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Nov 2023 21:03:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le parole del vino]]></category>
		<category><![CDATA[Storie]]></category>
		<category><![CDATA[negroamaro]]></category>
		<category><![CDATA[Negroamaro in Salento]]></category>
		<category><![CDATA[Salento]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Tradizione del Negroamaro in Salento: Un Viaggio Tra Storia e Sapori Nel tessuto vitivinicolo italiano, il Salento si distingue come una terra di antiche tradizioni e di vini dal carattere forte e deciso, proprio come il suo popolo. Tra questi, il Negroamaro rappresenta non solo un vitigno, ma un vero e proprio simbolo dell\&#8217;enologia &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3><strong>La Tradizione del Negroamaro in Salento: Un Viaggio Tra Storia e Sapori</strong></h3>
<p>Nel tessuto vitivinicolo italiano, il Salento si distingue come una terra di antiche tradizioni e di vini dal carattere forte e deciso, proprio come il suo popolo. Tra questi, il Negroamaro rappresenta non solo un vitigno, ma un vero e proprio simbolo dell\&#8217;enologia salentina. In questo articolo, vi porteremo alla scoperta del Negroamaro in Salento, un vino che racconta di sole, vento e passione.<span id="more-8879"></span></p>
<h3><strong>La Storia del Negroamaro</strong></h3>
<p>Il Negroamaro è un vitigno che affonda le sue radici nella storia millenaria del Salento. Il nome stesso evoca la sua essenza: \&#8221;Negro\&#8221; per il colore scuro delle sue uve e \&#8221;Amaro\&#8221; per il gusto tipicamente amarognolo che contraddistingue il vino da esse prodotto. Alcune teorie suggeriscono che il vitigno sia stato introdotto dai coloni greci antichi, testimoniando così una storia che si intreccia con quella della terra salentina.</p>
<h3><strong>Il Terroir del Salento</strong></h3>
<p>Il Salento, con il suo clima mediterraneo, caldo e ventilato, e i suoi terreni argillosi e calcarei, offre le condizioni ideali per la coltivazione del Negroamaro. Questo vitigno è resistente, adattabile e capace di esprimere al meglio le caratteristiche del territorio in cui affonda le sue radici. Il mare che circonda la penisola salentina contribuisce a mitigare le temperature e a conferire a questi vini una sapidità unica.</p>
<h3><strong>Le Caratteristiche del Negroamaro in Salento</strong></h3>
<p>Il Negroamaro in Salento si presenta con un bouquet complesso e avvolgente, dove si riconoscono note di frutta matura, come prugne e more, arricchite da sfumature di spezie, tabacco e cioccolato, frutto dell\&#8217;invecchiamento in legno. Al palato, il vino si rivela caldo e robusto, con un tannino presente ma mai invadente, e un\&#8217;acidità che ne garantisce freschezza e longevità.</p>
<h3><strong>La Vinificazione e l\&#8217;Affinamento</strong></h3>
<p>La vinificazione del Negroamaro richiede una cura particolare per mantenere l\&#8217;equilibrio tra la struttura e la morbidezza tipiche di questo vino. La fermentazione avviene a temperatura controllata per preservare gli aromi fruttati e la macerazione è studiata per estrarre colore e tannini in modo equilibrato. L\&#8217;affinamento, spesso in botti di legno, contribuisce a smorzare gli spigoli del tannino e ad arricchire il vino di complessità.</p>
<h3><strong>Abbinamenti Gastronomici</strong></h3>
<p>Il Negroamaro in Salento è un vino che si sposa perfettamente con la cucina robusta e saporita tipica della regione. È l\&#8217;ideale compagno di piatti a base di carne, come le tradizionali grigliate di agnello o di capocollo, ma anche di formaggi stagionati e piatti ricchi di verdure alla griglia. Non manca di sorprendere quando accompagnato a piatti di pesce di sapore intenso, come il tonno rosso alla brace.</p>
<h3><strong>Conservazione e Momento Ideale per il Consumo</strong></h3>
<p>Per apprezzare al meglio le qualità del Negroamaro in Salento, è consigliabile servirlo a una temperatura di circa 18°C. Questo vino ha un buon potenziale di invecchiamento e può evolvere positivamente in bottiglia per diversi anni, sviluppando note ancora più complesse e affascinanti.</p>
<h3><strong>Conclusione</strong></h3>
<p>Il Negroamaro in Salento è un vino che parla la lingua della sua terra: intensa, calda e accogliente. È un invito a scoprire il Salento attraverso i suoi sapori, un viaggio che inizia con un bicchiere e si estende all\&#8217;infinità del suo paesaggio. Vi invitiamo a degustare questa espressione autentica del Salento, per comprendere come ogni sorso racconti una storia di tradizione e passione.</p>
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		<title>Parliamo del Primitivo di Manduria</title>
		<link>https://www.cantinelizzano.it/parliamo-del-primitivo-di-manduria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[cant_admin_2024]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Jun 2023 21:09:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le parole del vino]]></category>
		<category><![CDATA[Storie]]></category>
		<category><![CDATA[primitivo di Manduria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Parliamo del Primitivo di Manduria: cosa lo rende speciale? Le caratteristiche del Primitivo di Manduria che lo rendono un vero gioiello dell\&#8217;enologia italiana, capace di conquistare gli amanti del vino di tutto il mondo con la sua straordinaria complessità e il suo profilo sensoriale avvolgente sono diverse.  La sua storia millenaria, le caratteristiche dell\&#8217;uva Primitivo &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 class=\"p1\">Parliamo del Primitivo di Manduria: cosa lo rende speciale?</h2>
<p class=\"p1\">Le caratteristiche del Primitivo di Manduria che lo rendono un vero gioiello dell\&#8217;enologia italiana, capace di conquistare gli amanti del vino di tutto il mondo con la sua straordinaria complessità e il suo profilo sensoriale avvolgente sono diverse.<span class=\"Apple-converted-space\"> </span></p>
<p class=\"p1\">La sua storia millenaria, le caratteristiche dell\&#8217;uva Primitivo e le tecniche di vinificazione tradizionali si fondono in un bicchiere di vino che racconta l\&#8217;anima e l\&#8217;autenticità del territorio pugliese.</p>
<p class=\"p1\">Il Primitivo di Manduria incarna, inoltre, l\&#8217;autentica bellezza e la ricchezza del territorio salentino. Questo lo rende più speciale.</p>
<p class=\"p1\">Vediamo quali sono queste caratteristiche.<span id="more-8646"></span></p>
<h3 class=\"p1\">Le caratteristiche del Primitivo di Manduria: Origini e territorio</h3>
<p class=\"p1\">Il Primitivo di Manduria è un vino rosso la cui produzione è permessa nella provincia di Taranto, in particolare nell’area sud &#8211; est del territorio, una zona che abbraccia il territorio di Lizzano, Torricella, Sava e Manduria.</p>
<p class=\"p1\">La sua storia affonda le radici nell\&#8217;antichità, poiché la coltivazione della vite in questa zona risale a tempi remoti.<span class=\"Apple-converted-space\"> </span></p>
<p class=\"p1\">Il territorio in questione, con il suo clima caldo e la ricchezza dei suoli calcarei, offre condizioni ideali per la coltivazione delle uve Primitivo.</p>
<h3 class=\"p1\">Caratteristiche dell\&#8217;uva Primitivo</h3>
<p class=\"p1\">L\&#8217;uva Primitivo è la vera protagonista di questo vino straordinario. Le sue caratteristiche organolettiche uniche sono il risultato di una combinazione di fattori, tra cui il clima, il suolo e le tecniche di coltivazione tradizionali. Le viti di Primitivo sono vigorose e producono grappoli di uva densi e succosi.</p>
<h3 class=\"p1\">Le caratteristiche del Primitivo di Manduria: Il profilo sensoriale</h3>
<p class=\"p1\">Il Primitivo di Manduria si distingue per il suo profilo sensoriale ricco e avvolgente. Al naso si possono percepire intense note di frutta rossa matura, come ciliegie e prugne, accompagnate da sentori di spezie dolci e tabacco. In bocca, il vino si presenta pieno e vellutato, con una piacevole dolcezza e una persistenza gustativa notevole.</p>
<h3 class=\"p1\">Affinamento e potenziale di invecchiamento</h3>
<p class=\"p1\">Uno degli aspetti più affascinanti del Primitivo di Manduria è il suo potenziale di invecchiamento. Grazie alla struttura e alla complessità dei suoi tannini, questo vino può migliorare ulteriormente con il tempo in bottiglia. Durante l\&#8217;affinamento, acquisisce eleganza e armonia, sviluppando profumi e sapori più complessi.</p>
<h3 class=\"p1\">Le caratteristiche del Primitivo di Manduria: Abbinamenti gastronomici consigliati</h3>
<p class=\"p1\">Il Primitivo di Manduria è un vino estremamente versatile in termini di abbinamenti gastronomici. La sua struttura e la sua piacevole dolcezza lo rendono perfetto per accompagnare piatti di carne arrosto, formaggi stagionati e salumi di qualità. È inoltre un compagno ideale per piatti della cucina mediterranea, come la pasta al ragù, l\&#8217;agnello alla brace o i piatti a base di funghi.</p>
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		<title>Le Friselle: marinai, principi e tanto gusto</title>
		<link>https://www.cantinelizzano.it/friselle-pugliesi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[cant_admin_2024]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Apr 2022 10:45:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Abbinamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Storie]]></category>
		<category><![CDATA[friselle]]></category>
		<category><![CDATA[Sapori di Puglia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le friselle: delizie pugliesi Le friselle sono elementi immancabili della bella stagione in Puglia. Con l’avvicinarsi dell’estate  si avvicina anche il periodo in cui la sera si gusta una frisella con un po’ d’olio, un po’ di pomodoro e qualche sottolio che rende tutto più gustoso. La storia delle frise arriva da lontano. Ve la &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 class=\"p1\">Le friselle: delizie pugliesi</h2>
<p class=\"p1\">Le friselle sono elementi immancabili della bella stagione in Puglia.</p>
<p class=\"p1\">Con l’avvicinarsi dell’estate<span class=\"Apple-converted-space\">  </span>si avvicina anche il periodo in cui la sera si gusta una frisella con un po’ d’olio, un po’ di pomodoro e qualche sottolio che rende tutto più gustoso.</p>
<p class=\"p1\">La storia delle frise arriva da lontano.</p>
<p class=\"p1\">Ve la raccontiamo in questo post.<span id="more-7212"></span></p>
<h3 class=\"p1\">Di cosa parliamo?</h3>
<p class=\"p1\">Per chi non lo sapesse, la frisella è un prodotto da forno a base di grano duro, considerato da molti un ottimo sostituivo del pane.</p>
<p class=\"p1\">Gli ingredienti con cui viene preparato il suo impasto sono semplici: acqua, farina di semola di grano duro, sale e lievito. Anche se nel corso del tempo le varianti sono state e sono ancora tante.</p>
<p class=\"p1\">L’impasto viene lavorato fino ad ottenere la tipica forma rotonda con il buco centrale.</p>
<p class=\"p1\">A questo punto le friselle vengono cotte in forno e una volta pronte vengono tagliate in due e ricotte nuovamente, per eliminare l’umidità residua.</p>
<h3 class=\"p1\">Le friselle: storie di viaggi e marinai</h3>
<p class=\"p1\">La storia di questa specialità è lunga millenni.<span class=\"Apple-converted-space\"> </span></p>
<p class=\"p1\">La frisella, infatti, erano uno degli alimenti che già 3000 anni fa i Fenici portavano sulle loro navi.</p>
<p class=\"p1\">Il motivo? Semplice. Era resistente al tempo e al viaggio.</p>
<p class=\"p1\">Il suo essere secca permetteva di resistere al tempo e quando dovevano essere mangiate bastava inzuppare le frittelle nel mare, condirle con un filo di olio e accompagnarlo a altri alimenti poveri, come le cipolle.</p>
<p class=\"p1\">Per secoli i marinai scelsero la frisella come alimento durante la loro navigazione e anche i Crociati erano soliti, durante i loro viaggi, erano soliti mangiare questo alimento.</p>
<p class=\"p1\">Anche la loro forma è dovuta a esigenze di viaggio.<span class=\"Apple-converted-space\"> </span></p>
<p class=\"p1\">Al loro centro veniva infilata una cordicella che poi veniva annodata e utilizzata come collana, per portarla facilmente durante i viaggi.</p>
<p class=\"p1\">La storia di come le friselle siano giunte in Puglia, poi, è ammantata dalla leggende.</p>
<p class=\"p1\">Si racconta, infatti, che sarebbero arrivate nella nostra terra con Enea. Il principe troiano, in fuga dalla sua città, sarebbe sbarcata a Porto Balisco, piccola insenatura salentina nei pressi di Otranto. Sarebbe stato lui a portare qui l’antenata della nostra frisella.</p>
<h3 class=\"p1\">Come condirle e quale vino abbinare?</h3>
<p class=\"p1\">L’unico limite, nel condire una frisella è la vostra fantasia.<span class=\"Apple-converted-space\"> </span></p>
<p class=\"p1\">L’unica cosa che non può mancare è un po’ d’acqua dove inzupparla per renderla più morbida e un filo d’olio d’oliva extravergine.</p>
<p class=\"p1\">A questo punto potete condire le vostre friselle con quello che volete.</p>
<p class=\"p1\">Pomodori, formaggi, sottolio, sottaceti, olive, cipolla.<span class=\"Apple-converted-space\"> </span></p>
<p class=\"p1\">Trasformate la vostra frisella in un esperimento di gusto e sperimentate fino a quando non trovate il condimento che più vi piace.</p>
<p class=\"p1\">Quello che non può mancare è un calice di vino pugliese.</p>
<p class=\"p1\">Noi vi consigliamo di abbinare un <a href=\"https://www.cantinelizzano.it/product/macchia-negroamaro-dop/\">Macchia Negroamaro DOP</a>, morbido e armonico con un finale piacevolmente persistente, o un <a href=\"https://www.cantinelizzano.it/product/macchia-negroamaro-rosato-dop/\">Macchia Negroamaro Rosato DOP</a>, dal profumo delicatamente fruttato e dal gusto fresco e armonico.</p>
<h4 class=\"p1\">Qual è il vostro condimento preferito per le friselle? Raccontatecelo nei commenti.</h4>
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		<item>
		<title>Le Tavole di San Giuseppe</title>
		<link>https://www.cantinelizzano.it/tavole-di-san-giuseppe-lizzano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[cant_admin_2024]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Mar 2022 23:30:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storie]]></category>
		<category><![CDATA[Lizzano]]></category>
		<category><![CDATA[Tavole di San Giuseppe]]></category>
		<category><![CDATA[tradizioni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.cantinelizzano.it/2022/03/12/tavole-di-san-giuseppe-lizzano/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Le Tavole di San Giuseppe sono una delle tradizioni più antiche e sentite del territorio di Lizzano. Le Tavole di San Giuseppe, o Taule di San Giseppu, vengono organizzate in occasione della festa del Santo grazie alla generosità dei cittadini lizzanesi. In questo articolo vi racconteremo in cosa consiste e come viene organizzata questa tradizione. &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class=\"p1\">Le Tavole di San Giuseppe sono una delle tradizioni più antiche e sentite del territorio di Lizzano.</p>
<p class=\"p1\">Le Tavole di San Giuseppe, o <em>Taule di San Giseppu</em>, vengono organizzate in occasione della festa del Santo grazie alla generosità dei cittadini lizzanesi.</p>
<p class=\"p1\">In questo articolo vi racconteremo in cosa consiste e come viene organizzata questa tradizione.<span id="more-7167"></span></p>
<h3 class=\"p1\">Tavole di San Giuseppe: cosa sono?</h3>
<p class=\"p1\">Il 18 marzo si preparano dei veri e propri banchetti in onore e per devozione di San Giuseppe.</p>
<p class=\"p1\">La tavola è un altare di grandi dimensioni, allestita con tovaglie bianche e sulla quale ha un posto d’onore un dipinto del Santo.</p>
<p class=\"p1\">Solitamente l’altare viene posizionato in una stanza grande e vicina alla strada ed è foto con assi di legno, i <em>Tristieddi</em>, messi in modo che formino dei gradini alla cima dei quali viene posto, in posizione elevata, un dipinto raffigurante Gesù Bambino.</p>
<p class=\"p1\">A coprire l’altare sono piatti tipici, della tradizione locale. Le porzioni per ogni pietanza sono quattro.</p>
<p class=\"p1\">Il numero scelto non è casuale. Tre porzioni rappresentano la Sacra Famiglia mentre la quarta si riferisce a Sant’Antonio da Padova.<span class=\"Apple-converted-space\"> </span></p>
<p class=\"p1\">Alcune famiglie aggiungono, o aggiungevano, una quinta porzione. È quella dedicata a San Gaetano, il Santo Patrono di Lizzano.</p>
<p class=\"p1\">Accanto ai piatti della tradizione si trovano frutti fuori stagioni come melograni, uva, arranca, meloni, fichi d’india e primizie come le fave novelle e i piselli freschi.<span class=\"Apple-converted-space\"> </span></p>
<p class=\"p1\">Tutto quello che si trova sulle Tavole di San Giuseppe viene preparato dalla devozione della famiglia che ospita l’altare.</p>
<h3 class=\"p1\">Il pane di San Giuseppe</h3>
<p class=\"p1\">Quello che non deve assolutamente mancare sulla tavola è il pane. Preparato in diverse dimensioni, è il piatto più abbondante della tavolata.</p>
<p class=\"p1\">Il pane di San Giuseppe ha diverse dimensioni. I <em>picciddati</em> pesano 4-5 kg e sulla sua superficie vengono incise le iniziali del Santo. Ci sono poi i <em>panittuddi</em>, panini più piccoli di 0,5 kg ciascuno, più numerosi e usati come devozione alimentare.</p>
<p class=\"p1\">Il pane viene, inoltre, donato e chi lo riceve non può rifiutare il regalo ricevuto.</p>
<h3 class=\"p1\">Le Tavole di San Giuseppe: cosa succede al cibo?</h3>
<p class=\"p1\">Il cibo sulle Tavole non si tocca. A nessuno è permesso gustare.</p>
<p>La cucina è l\&#8217;unico luogo dove si può mangiare. I piatti preparati sono <em>massa cu li ciciri</em>, tagliatelle fatte in casa con ceci, condite con soffritto di olio, prezzemolo, cipolla verde e pepe e<em> lu cranu stumpatu</em>, grano bollito nelle pignate e poi condito con il condimento della massa.</p>
<p class=\"p1\">Il 19 marzo il parrocco benedici le pietanze e le Tavole. A quel punto i padroni di casa distribuiscono il cibo ai vicini o ai bisognosi del paese.</p>
<p class=\"p1\">Il <strong>Rito di Purificazione </strong>chiude le feste. Si accendono diversi falò tra le vie del paese. Intorno ai fuochi ci si riunisce per mangiare in compagnia e per festeggiare insieme.</p>
<h4 class=\"p1\">Conoscevate la tradizione delle Tavole di San Giuseppe? Fatecelo sapere nei commenti</h4>
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<h5 class=\"p1\">Foto Credits: Francesco Pastorelli</h5>
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		<title>Melanzanata di Sant\&#8217;Oronzo</title>
		<link>https://www.cantinelizzano.it/melanzanata-di-sant-oronzo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[cant_admin_2024]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Jan 2022 11:26:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Abbinamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[Storie]]></category>
		<category><![CDATA[Melanzanata di Sant'Oronzo]]></category>
		<category><![CDATA[Parmigiana]]></category>
		<category><![CDATA[Primitivo IGP]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.cantinelizzano.it/2022/01/20/melanzanata-di-sant-oronzo/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il culto di Sant’Oronzo è forte nel Salento.  A lui sono dedicate sentitissime feste e Oronzo è uno dei nomi più diffusi in questo angolo di Puglia. Tradizione vuole che Oronzo, nato in una nobile famiglia romana, fu eletto primo vescovo di Lecce da San Paolo in persona. La ricetta che vi proponiamo oggi è &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class=\"p1\">Il culto di Sant’Oronzo è forte nel Salento.<span class=\"Apple-converted-space\"> </span></p>
<p class=\"p1\">A lui sono dedicate sentitissime feste e Oronzo è uno dei nomi più diffusi in questo angolo di Puglia.</p>
<p class=\"p1\">Tradizione vuole che Oronzo, nato in una nobile famiglia romana, fu eletto primo vescovo di Lecce da San Paolo in persona.</p>
<p class=\"p1\">La ricetta che vi proponiamo oggi è quella di un piatto dal gusto semplice e antico che si cucina, solitamente, alla vigilia della festa in onore del Santo: la <strong>Melanzanata di Sant’Oronzo</strong>, una variante pugliese della classica parmigiana.</p>
<p class=\"p1\">Vediamo come si prepara.<span id="more-7089"></span></p>
<h3 class=\"p1\">Melanzanata di Sant’Oronzo: quali ingredienti servono?</h3>
<p class=\"p1\">Per preparare questo piatto avrete bisogno di questi ingredienti:</p>
<ul class=\"ul1\">
<li class=\"li1\">8 melanzane</li>
<li class=\"li1\">400 gr di mozzarella</li>
<li class=\"li1\">150 gr di prosciutto cotto</li>
<li class=\"li1\">3 uova sode</li>
<li class=\"li1\">2 uova</li>
<li class=\"li1\">150g di parmigiano grattugiato</li>
<li class=\"li1\">Farina</li>
<li class=\"li1\">Olio<span class=\"Apple-converted-space\"> </span></li>
<li class=\"li1\">Sale</li>
</ul>
<p class=\"p1\">Per preparare le polpette di carne da unire nella melanzanata, avrete bisogno di questi ingredienti:</p>
<ul class=\"ul1\">
<li class=\"li1\">700 gr di carne macinata</li>
<li class=\"li1\">2 uova</li>
<li class=\"li1\">50 gr di parmigiano grattugiato;</li>
<li class=\"li1\">50 gr di pecorino grattugiato;</li>
<li class=\"li1\">2 tazze di salsa di pomodoro</li>
<li class=\"li1\">Mollica di pane</li>
<li class=\"li1\">1 bicchiere di vino bianco secco</li>
<li class=\"li1\">1 spicchio d’aglio</li>
<li class=\"li1\">Latte</li>
<li class=\"li1\">Pangrattato</li>
<li class=\"li1\">Prezzemolo</li>
<li class=\"li1\">Olio</li>
<li class=\"li1\">Sale</li>
<li class=\"li1\">Pepe</li>
</ul>
<p class=\"p1\">Avete tutti gli ingredienti? Bene.</p>
<p class=\"p1\">Passiamo alla preparazione</p>
<h3 class=\"p1\">Come si prepara questo piatto?</h3>
<p class=\"p1\">La prima cosa da fare è preparare le melanzane.<span class=\"Apple-converted-space\"> </span></p>
<p class=\"p1\">Togliete il picciolo, sbucciatele e tagliatele a fettine. Poi infarinatele, passatele nelle uova sbattute con un po’ di sale e friggetele in abbondante olio caldo.</p>
<p class=\"p1\">Fatele sgocciolare e mettetele ad asciugare su carta assorbente da cucina.</p>
<p class=\"p1\">Ora passate alle polpettine.</p>
<p class=\"p1\">Unite il macinato con il parmigiano, il pecorino, le uova sbattute, il vino, l’aglio tritato con il prezzemolo, la mollica del pane bagnata nel latte e strizzata.<span class=\"Apple-converted-space\"> </span></p>
<p class=\"p1\">Salate e pepate e aggiungete pangrattato per dare al composto una consistenza media.</p>
<p class=\"p1\">Usate il composto ottenuto per fare delle polpettine e friggetele in olio caldo fino a quando non saranno leggermente dorate.</p>
<p class=\"p1\">In una pirofila versate e distribuite un paio di cucchiai di salsa di pomodoro. Fate un primo strato di melanzane, aggiungete il prosciutto tagliuzzato, la mozzarella a dadini, un po’ di polpettine, alcune rondelle di uova sode e la salsa di pomodoro. Ripetete l’operazione fino ad esaurimento degli ingredienti.</p>
<p class=\"p1\">L’ultimo strato deve essere di melanzane cosparse di sugo e parmigiano.</p>
<p class=\"p1\">Infornate a 200° per circa 25 minuti.<span class=\"Apple-converted-space\"> </span></p>
<p class=\"p1\">Una volta cotte e quando la superficie sarà gratinata potete tirare fuori dal forno la vostra melanzanata di Sant’Oronzo e farla riposare per 5 minuti, prima di servirla.</p>
<p class=\"p1\">Buon appetito.</p>
<h3 class=\"p1\">Melanzanata di Sant’Oronzo: quale vino abbinare?</h3>
<p class=\"p1\">Ad un piatto così ricco e saporito vi consigliamo di abbinare un <a href=\"https://www.cantinelizzano.it/product/primitivo-igp-salento/\">Primitivo IGP del Salento</a>, un vino dal colore rosso rubino con riflessi violacei, dal profumo intenso floreale e fruttato.</p>
<p class=\"p1\">Con il corpo morbido ed equilibrato si sposa alla perfezione con i piatti robusti come quello proposto oggi.</p>
<h4 class=\"p1\">Che ne pensate di questo abbinamento? Raccontatecelo nei commenti.</h4>
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		<item>
		<title>Perché le bottiglie di vino sono da 75cl?</title>
		<link>https://www.cantinelizzano.it/perche-le-bottiglie-di-vino-sono-da-75-cl/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[cant_admin_2024]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Jan 2022 19:36:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storie]]></category>
		<category><![CDATA[75cl]]></category>
		<category><![CDATA[bottiglie]]></category>
		<category><![CDATA[bottiglie di vino]]></category>
		<category><![CDATA[dimensioni bottiglie]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.cantinelizzano.it/2022/01/14/perche-le-bottiglie-di-vino-sono-da-75-cl/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Perché le bottiglie di vino sono da 75cl: 3 teorie da scoprire. Vi siete mai chiesti perché le bottiglie di vino sono da 75cl? Perché è stata scelta proprio questa dimensione e non un’altra? Perché questa dimensione è stata preferita al litro o al mezzolitro? Le principali teorie che spiegano questo fatto sono 3 e &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 class=\"p1\">Perché le bottiglie di vino sono da 75cl: 3 teorie da scoprire.</h2>
<p class=\"p1\">Vi siete mai chiesti perché le bottiglie di vino sono da 75cl? Perché è stata scelta proprio questa dimensione e non un’altra?<span class=\"Apple-converted-space\"> Perché questa dimensione è stata preferita al litro o al mezzolitro?</span></p>
<p class=\"p1\">Le principali teorie che spiegano questo fatto sono 3 e sono molto diverse tra di loro.</p>
<p class=\"p1\">In questo articolo cercheremo di capire come mai per il vino si utilizza questo tipo di bottiglia.</p>
<h3 class=\"p1\"><span id="more-7082"></span>Perché le bottiglie di vino sono da 75cl: inglesi e galloni</h3>
<p class=\"p1\">La prima teoria che vi proponiamo riguarda gli inglesi e le loro unità di misura.</p>
<p class=\"p1\">Gli inglesi erano i principali acquirenti di vini francesi e misuravano il volume in galloni imperiali.<span class=\"Apple-converted-space\"> </span></p>
<p class=\"p1\">Ogni cassa di vino conteneva<span class=\"Apple-converted-space\">  </span>al suo interno solo 2 galloni, pari a 4,55 litri, e gli inglesi decisero di inserire in ogni cassa 12 bottiglia. Il calcolo è presto fatto. 9,1 litri divisi in 12 bottiglie fanno 75cl.</p>
<h3 class=\"p1\">Poveri soffiatori…</h3>
<p class=\"p1\">La seconda teoria, invece, chiama in causa la forza polmonare degli antichi vetrai che producevano le bottiglie per il vino.</p>
<p class=\"p1\">Nel Settecento circa si iniziò a capire che il vino doveva essere conservato nel vetro e si iniziarono a produrre contenitori adatti, in particolare modo le bottiglie.</p>
<p class=\"p1\">I soffiatori che dovevano produrre le bottiglie, però, non riuscivano a soffiare bottiglie più grandi di 60 &#8211; 75 cl.<span class=\"Apple-converted-space\"> </span></p>
<p class=\"p1\">Visto che il mercato richiedeva recipienti più grandi possibili, la scelta cadde sulle bottiglie da 75cl.</p>
<h3 class=\"p1\">Perché le bottiglie di vino sono da 75cl: oste portaci da bere</h3>
<p class=\"p1\">L’ultima teoria, infine, vede protagonisti gli osti e i loro locali.<span class=\"Apple-converted-space\"> </span></p>
<p class=\"p1\">Una bottiglia di questa dimensione, infatti, riempie perfettamente 6 bicchieri da 125 ml, quelli utilizzati nelle osterie.</p>
<p class=\"p1\">Così gli osti potevano facilmente calcolare il numero di bottiglie servite ai loro clienti in base al loro numero.</p>
<h4 class=\"p1\">Conoscete altre curiosità sulle bottiglie? Volete scoprire altro? Scrivetecelo nei commenti.</h4>
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		<item>
		<title>Malvasia Nera: un tesoro della nostra terra</title>
		<link>https://www.cantinelizzano.it/malvasia-nera-un-tesoro-della-nostra-terra/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[cant_admin_2024]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Oct 2021 21:26:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Consigli]]></category>
		<category><![CDATA[Le parole del vino]]></category>
		<category><![CDATA[Storie]]></category>
		<category><![CDATA[malvasia nera]]></category>
		<category><![CDATA[Malvasia Nera in Purezza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.cantinelizzano.it/2021/10/01/malvasia-nera-un-tesoro-della-nostra-terra/</guid>

					<description><![CDATA[<p>La malvasia nera è, con il Primitivo e il Negroamaro, parte fondamentale della nostra storia, della storia del nostro territorio e del nostro DNA. È una colonna portante che ha contribuito alla crescita e allo sviluppo del nostro territorio e della nostra Cantina. La malvasia nera, però, continua ad essere, ancora oggi, meno conosciuta dal grande &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La malvasia nera è, con il Primitivo e il Negroamaro, parte fondamentale della nostra storia, della storia del nostro territorio e del nostro DNA.</p>
<p>È una <em>colonna portante</em> che ha contribuito alla crescita e allo sviluppo del nostro territorio e della nostra Cantina.</p>
<p>La malvasia nera, però, continua ad essere, ancora oggi, meno conosciuta dal grande pubblico rispetto a Sua Maestà il Primitivo e al Negroamaro.</p>
<p>Oggi vi vogliamo raccontare qualcosa in più su questo vitigno.<span id="more-6644"></span></p>
<h3>Malvasia Nera: origini e caratteristiche</h3>
<p>Il vitigno della Malvasia arriva in Italia dalla Grecia, provenendo dal Peloponneso e dalle isole greche, e si diffonde in diverse zone italiane, la Puglia, il Trentino Alto Adige e la Basilicata.</p>
<p>Cosa unisce queste 3 regioni? Il terreno calcareo e un clima mite, dove gli inverni non sono particolarmente rigidi e le estati sono poco piovose.</p>
<p>Questi due fattori hanno permesso al vitigno di diffondersi e radicarsi nelle regioni citate e di crescere al massimo delle sue potenzialità.</p>
<p>Il vino prodotto da questo vitigno è secco, corposo e avvolgente.</p>
<p>Ha un colore rosso rubino e un profumo persistente e fruttato con sentori di frutti rossi.</p>
<h3>A cosa abbinarlo?</h3>
<p>Questo è un vino molto versatile negli abbinamenti.</p>
<p>Noi vi consigliamo di accompagnarlo a primi piatti delicati, come i risotti e le zuppe.</p>
<p>Va bene anche l\&#8217;abbinamento con secondi piatti a base di verdure ma vanno bene anche carni bianche e arrosti.</p>
<p>Un abbinamento particolare, che vi consigliamo, è quello tra malvasia nera e pietanze contenenti latticini, come le paste fresche ripieni di ricotta.</p>
<h3>La Malvasia Nera e Cantine Lizzano</h3>
<p>La nostra Cantina produce sin dalla sua nascita una malvasia nera in purezza, che rientra nella disciplinare della Lizzano DOP.</p>
<p>Se volete provarla vi consigliamo il nostro <a href=\"https://www.cantinelizzano.it/product/licupi-malvasia-nera-dop/\">LiCupi Malvasia Nera DOP</a>, un vino da gusto corposo, elegantemente vellutato e sapido.</p>
<h4>Lo avete già provato? Cosa ne pensate? Ditecelo nei commenti.</h4>
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		<title>Curiosità sul Primitivo di Manduria: 3 cose da sapere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[cant_admin_2024]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Sep 2021 11:13:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storie]]></category>
		<category><![CDATA[Curiosità Primitivo di Manduria]]></category>
		<category><![CDATA[primitivo di Manduria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Primitivo di Manduria è sicuramente uno dei vini più conosciuti del Salento e ha visto negli ultimi anni arrivare un successo straordinario. Delle sue origini e del suo nome abbiamo già parlato in un altro articolo. Oggi vogliamo raccontarvi 3 curiosità su questo vino, frutto prezioso della nostra terra, e tra queste farvi conoscere &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cantinelizzano.it/curiosita-sul-primitivo-di-manduria-3-cose-da-sapere/">Curiosità sul Primitivo di Manduria: 3 cose da sapere</a> proviene da <a href="https://www.cantinelizzano.it">Cantine Lizzano</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class=\"p1\">Il Primitivo di Manduria è sicuramente uno dei vini più conosciuti del Salento e ha visto negli ultimi anni arrivare un successo straordinario.</p>
<p class=\"p1\">Delle sue origini e del suo nome abbiamo già parlato in <a href=\"https://www.cantinelizzano.it/le-origini-del-primitivo/\">un altro articolo</a>.</p>
<p class=\"p1\">Oggi vogliamo raccontarvi 3 curiosità su questo vino, frutto prezioso della nostra terra, e tra queste farvi conoscere una teoria diversa sul suo arrivo in Salento e sulla sua espansione in questo angolo di Puglia.</p>
<p class=\"p1\">Proprio da questa teoria vogliamo partire in questo post sulle curiosità sul Primitivo di Manduria.<span id="more-6611"></span></p>
<h3 class=\"p1\">Curiosità sul Primitivo di Manduria: come arriva in Salento?</h3>
<p class=\"p1\"><a href=\"https://www.cantinelizzano.it/le-origini-del-primitivo/\">Abbiamo già raccontato</a> come la tradizione vuole che il Primitivo sia arrivato in Salento grazie ad un matrimonio, quello tra la contessina Sabini di Altamura e Tommaso Schiavoni &#8211; Tafuri di Manduria.</p>
<p class=\"p1\">Della dote nuziale della nobildonna facevano parte anche alcune barbatelle di Primitivo che il marito seppe sfruttare bene.</p>
<p class=\"p1\">Un’altra teoria, invece, vuole che siano stati gli Illiri, antico popolo balcanico dedito coltivazione della vite, a portare in Puglia questo vino.</p>
<p class=\"p1\">Infine, altri studiosi indicano i monaci benedettini, nel Medioevo, come diffusori della coltivazione del Primitivo nel Salento.</p>
<p class=\"p1\">Secondo questa idea, alcuni frati, trasferiti in un convento di Manduria, portarono con loro le barbatelle che furono la base dello sviluppo della coltivazione nel territorio del Primitivo.</p>
<h3 class=\"p1\">Le 3 tipologie di Primitivo di Manduria</h3>
<p class=\"p1\">Esistono 3 tipologie di Primitivo di Manduria.</p>
<p class=\"p1\">Il Primitivo di Manduria DOC che deve essere commercializzato dopo il 31 marzo successivo alla vendemmia.</p>
<p class=\"p1\">Quello con la menzione Riserva che deve aspettare 2 anni prima di essere commercializzato e deve essere affinato 24 mesi, di cui almeno 9 in legno.</p>
<p class=\"p1\">Sia il DOC che il Riserva devono contenere una percentuale non inferiore all’85% di uva Primitivo. Il restante 15% può essere composto da altre uve di vitigni a bacca nera non aromatici.</p>
<p class=\"p1\">L’ultima tipologia di Primitivo di Manduria è quella Dolce Naturale DOCG che essere Primitivo 100%. Le uve che compongono il Dolce Naturale possono essere fatte appassire sulla pianta o su graticci on in cassette all’aperto.</p>
<h3 class=\"p1\">Curiosità sul Primitivo di Manduria: qual è la differenza con il Primitivo di Gioia del Colle</h3>
<p class=\"p1\">Il Primitivo per molti è solo quello di Manduria. Ma, in realtà, esiste anche il Primitivo di Gioia del Colle.</p>
<p class=\"p1\">Come abbiamo già visto, molti individuano in Gioia del Colle e nelle campagne circostanti la zona d’origine del Primitivo che poi sarebbe arrivato in Salento come dono di nozze.</p>
<p class=\"p1\">Le differenze tra i due vini sono dovute ai disciplinari e alle loro zone di produzione.</p>
<p class=\"p1\">Il Primitivo di Manduria viene coltivato su terreni rocciosi-calcarei, con un clime mite dovuto alle correnti provenienti dal mare.</p>
<p class=\"p1\">Quello di Gioia del Coll, invece, viene coltivato su terreni collinari, quelli dell’altopiano delle Murge, a quasi 400 metri sul livello del mare. Qui il clima è sempre mediterraneo ma a tratti si avvicina molto di più a quello continentale.</p>
<p class=\"p1\">Le disciplinari dei due vini differiscono nel metodo di vinificazione.</p>
<p class=\"p1\">Il Primitivo di Gioia del Colle deve essere vinificato in purezza, con uve primitivo coltivate nella zona della DOC.</p>
<p class=\"p1\">Quello di Manduria, invece, prevede, anche, l’uso di altre uve.</p>
<p class=\"p1\">Il risultato finale sarà, chiaramente, diverso.</p>
<p class=\"p1\">Tanto è ricco e forte il Primitivo di Manduria, tanto è snello e fine quello di Gioia del Colle.</p>
<h4>E voi? Conoscete altre curiosità o storie sul Primitivo di Manduria? Raccontatecele nei commenti.</h4>
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